FABRIZIO CIAPPI – IN MEMORIAM

Fabrizio Ciappi: un protagonista della riforma psichiatrica

Cesare Bondioli su Psichiatria Democratica
21 novembre 2019

E’ scomparso ieri Fabrizio Ciappi, psichiatra, uno dei protagonisti della riforma psichiatrica precedente e successiva alla Legge 180 e compagno di strada, per lunghi anni, di Psichiatria Democratica.

Fabrizio, dopo una breve, significativa, esperienza all’Ospedale Psichiatrico di Arezzo dove da poco era giunto come Direttore Agostino Pirella, era rientrato a Perugia nella cui Provincia si è poi declinata la sua attività come Direttore del Centro di Igiene Mentale di Città di Castello che sotto la sua conduzione era diventato un punto di riferimento della riforma anche a livello nazionale e come direttore del D.S.M della USL 1 della Regione Umbria.

In questa diuturna attività ha contribuito, avendo la capacità di coniugare lavoro pratico e riflessione teorica, ad elaborare il movimento antimanicomiale umbro a fianco di Ferruccio Giacanelli, Carlo Manuali, Tullio Seppilli: su questa epoca del movimento si vedano i Quaderni della Fondazione Angelo Celli “Per una storia della riforma psichiatrica in Umbria”.

Del suo impegno costante per l’attuazione pratica della riforma rimane testimonianza nel volume di cui è stato coautore insieme a Bruno Benigni, Giuseppe Germano e Paolo Martini “Il nuovo servizio psichiatrico” (NIS, 1980) che è diventato da subito un testo di riferimento.

Della Riforma, Fabrizio è stato un precursore, specie per quanto attiene al rapporto col “territorio” declinato nell’esperienza perugina in particolare attraverso un rapporto privilegiato tra servizi, amministratori locali e popolazione.

Su questo aspetto già nel 1973 poteva relazionare riferendo di una Assemblea del CIM di Città di Castello tra operatori psichiatrici, utenti, consiglieri provinciali e comunali, direttori didattici. In questa relazione, riportata nel volume “Autobiografia di un movimento 1961-1979” (UPI-Regione Toscana-A. Provinciale di Arezzo, 1979)”, Fabrizio così descriveva il suo approccio antropologico, oltre che tecnico, alla sofferenza mentale: “…come è possibile in un ambiente per quanto bello e funzionale esso sia, ma distaccato e quindi astratto rispetto alla realtà degli assistiti, ricostruire tutti gli infiniti processi a cui hanno partecipato infiniti protagonisti, che hanno avuto come risultato la malattia?… Se però il malato di mente continua ad essere un uomo…bisogna strapparlo a qualsiasi forma di oggettivazione ed impegnarsi con lui perché possa continuare ad usufruire della propria realtà e perché gli altri protagonisti (familiari, vicini, compagni di scuola e colleghi di lavoro, amici, ecc.) si impegnino insieme a noi a garantire e mantenere questa continuità umana. Noi non sappiamo se questa è ancora terapia oppure se è superamento. Però sappiamo con certezza che è premessa indispensabile e che è anche realizzabile…operazioni diverse da questa si traducono immediatamente (ed il manicomio ne è la conferma brutale) in una serie di atti di violenza che non hanno altra funzione se non quella di aggiungersi alle originarie difficoltà di vita”.

In questa epoca di tecniche psichiatriche sempre più invadenti ci manca e ci mancherà questa antropologia e lucidità di Fabrizio Ciappi che in un altro suo intervento, scritto nel 1982 insieme a Vieri Marzi e Paolo Tranchina (altri compagni di cui sempre acutamente sentiamo la mancanza), citando Peter Weiss – “stiamo vivendo nell’ideologia del tramonto delle ideologie che darà il potere in mano ai militari” – concludeva: non a caso si sta sviluppando la controffensiva delle tecniche.

Arezzo 21 novembre 2019
Tags: #Fabrizio Ciappi

Informazioni su riccardocorato

Born in Vicenza (Italy) in 1948, Riccardo Mario Corato started to work in the communication field in the early seventies, after his studies of Humanities and Philosophy at the University of Rome and a storming past when, between 1969 and 1974, he worked as a militant unionist for the Italian Metalworkers Federation (FLM). From 1975 to 1980 he managed the advertising division of Ellesse, Italian manufacturer of upscale sportswear, contributing decisively to its fast international growth and world-wide awareness. From 1981 to 2001, Corato headed Network International, a Company specialized in new integrated communication strategies based on production, sponsorship and promotion of cultural, social, music and sport events. His impressive list of credentials include all sort of major world events ranging from World Boxing Championships in Las Vegas to the America’s Cup in Newport, from Soccer World Cup to the Pavarotti International, from the Rolling Stones to Pink Floyd in Venice or Madonna’s “Ciao Italia”, the Three Tenors, the Concerto del Primo Maggio and many others. In the last 15 years, Corato has been focusing in creating and developing educational and social communication for public institutions and no-profit organizations in Italy and internationally, in a senior creative and strategic consulting capacity. In 2003 he has been Visiting Professor of Performing Arts and Communication at the University of Rome, where he experimented a new pedagogic method called “Productions as Lessons”, collaborating with the Greek actress Irene Papas on a major Ancient Drama production – Euripides’s “Hecuba and The Trojan Women” – sponsored at pan-European level by the Governments of Italy, Spain and Greece. He is also co-author, together with the neurologist and psychiatrist Professor Fabrizio Ciappi, of a Continuing Medical Education (CME) program dedicated to the relationships between mass media communication and mental health. Founder of Educational Events, a Company specialized in educational, scientific and cultural multimedia strategies and programs, Corato has spent the last years analyzing the feasibility of new forms of “socially responsible communication”. His current multimedia project “Madeleine” – based on preserving cultural heritage and social memory - is addressed to the teenagers and their young parents, as well as to all teachers and educators.
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Una risposta a FABRIZIO CIAPPI – IN MEMORIAM

  1. magot@tin.it ha detto:

    Fabrizio è¨ stato un grande e stimatissimo amico, mi addolora molto la sua scomparsa. Ricordo il suo prezioso contributo per il mio film “Fortezze vuote”, un paio d’anni fa proiettato a Perugia. Fu l’ultima volta in cui ci parlammo. Un abbraccio forte ai suoi cari, ai tantissimi che gli volevano bene. Gianni Serra

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